FACCIO LO SCRITTORE PERCHÉ SAPEVO DI NON POTER FARE ALTRO

La recente scomparsa di un’icona della nostra scuola
ci porta a ricordare chi era

eugenio corti

Il 4 febbraio è morto lo scrittore brianzolo Eugenio Corti. Era uno dei referenti culturali della nostra scuola ed è famoso per aver scritto il romanzo storico Il cavallo rosso tradotto in molte lingue.
Era una piovosa giornata del maggio di due anni fa quando una classe di ragazzi scalmanati si è ritrovata nel suo salotto. Ecco a voi l’intervista a uno di questi ragazzi (che non a caso è anche mio fratello) che aveva attentamente ascoltato le sue parole.

Quando hai conosciuto Eugenio Corti?

L’ho conosciuto quando noi alunni della IIIB nel maggio del 2012 siamo andati in gita camminando lungo un percorso che seguiva alcuni dei luoghi presenti nel suo libro Il cavallo rosso. All’inizio non eravamo certi di riuscire ad incontrarlo, ma una volta che ci siamo trovati davanti al suo cancello abbiamo avuto la sorpresa di scoprire che, nonostante fosse appena tornato dall’ospedale, aveva accettato volentieri di incontrarci.

Come avete fatto a farvi ricevere nel suo salotto? Non è cosa di tutti i giorni incontrare uno scrittore.

È vero, è stata un’occasione speciale. C’era con noi un giovane laureato, amico di Corti e di una delle nostre professoresse di lettere, che aveva scritto la tesi di laurea proprio sull’archivio personale dello scrittore. Grazie a lui siamo riusciti ad incontrarlo. Ci siamo ammassati nel suo salotto e gli abbiamo posto alcune domande.

 Cosa ti ha colpito di più di ciò che vi ha detto?

Di tutto ciò che ci ha detto mi ha colpito di più la risposta ad una nostra domanda: «Perché ha fatto lo scrittore?». Lui ha risposto: «Perché sapevo di non poter fare altro, sapevo di essere nato per scrivere». Eravamo tutti attenti alle sue parole ed emozionati di incontrare uno scrittore.

 Quanto tempo avete passato con lui?

All’inizio dovevano essere solo 15 minuti ma alla fine sono diventati 40. Ciò che ci diceva era così interessante che il tempo era volato via senza che noi ce ne fossimo accorti.

Lenora

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