13 settembre 2014: un nuovo inizio

Era un lontano soleggiato giorno di settembre, precisamente il 13; ero terrorizzato più che mai: era il mio primo giorno in seconda, ma in una scuola nuova, diversa da quella in cui avevo frequentato la prima media. Nonostante mia sorella mi avesse ripetuto moltissime volte dove andare e cosa fare una volta arrivato a scuola, ero come un turista sperduto nella folla di scolari super tranquilli e per niente ansiosi come mi sentivo invece io. Uno dei pochi ragazzi che conoscevo mi presentò un suo amico, che sarebbe stato un mio nuovo compagno di classe: mi sentii più tranquillo all’idea di avere in mente almeno una faccia entrando in classe quella mattina. Subito dopo entrammo tutti nel salone dove ci sedemmo e ascoltammo l’introduzione del preside che concluse dicendo che erano arrivate due “new entry” per le seconde medie. A quel punto mi agitai ancora di più: avevo una certa ansia che non so tuttora a cosa fosse dovuta. Fatto sta che il preside nominò prima un certo Diego e subito dopo me: la reazione dei ragazzi presenti in salone non fu particolarmente calorosa, finché il prof. Amelio non fece presente a tutti che ero il fratello di Sofia Corti. A quel punto tutti si voltarono verso di me stupiti: io non capivo perché, anche se poi ricordai in quel momento che mia sorella Sofia mi aveva detto con una certa vanità che la sua popolarità a scuola era molto alta; io ovviamente non ci credevo, ma dovetti crederle quando vidi l’effetto che suscitò il suo nome. La mattinata continuò con la visione di tre spezzoni di alcuni film che a mio parere erano adatti all’inizio dell’anno scolastico, perché ci invitavano a fidarci dei nostri insegnanti e del lavoro che stava per iniziare insieme a loro.

Quando entrammo in classe ero leggermente preoccupato, ma anche abbastanza sereno. Al momento delle presentazioni ero leggermente pietrificato fino al punto che mi ci vollero alcuni secondi prima di capire la domanda: “Da dove vieni?”. Ma questa non fu l’unica mia distrazione, infatti rientrato dall’intervallo mi confusi e non riconobbi alcuni volti di miei compagni. Dopo alcune settimane però ho iniziato a conoscere alunni e professori; ricordo la prima volta che ho fatto lezione con il professore di storia e geografia: era davvero terrorizzante, me l’avevano detto i miei stessi compagni. Dopo essermi presentato, il prof. ha deciso subito di mettermi ansia per il resto dell’anno chiamandomi alla lavagna per chiedermi di disegnare l’Europa “a grandi linee”. Gli incontri con gli altri insegnanti sono stati diversi, ma molto rassicuranti: ognuno di loro ha avuto una modalità particolare di accogliermi nella nuova classe.

Devo ammettere che sono rimasto molto soddisfatto, sia dei miei compagni, sia dei miei professori: avevo il terrore di non aver scelto la scuola giusta per l’ennesima volta! Fortunatamente non è stato così e le mie esperienze in questi mesi alla Traccia me lo confermano: sono accolto con affetto, le lezioni sono intense e interessanti, i professori si preoccupano che ciascuno di noi capisca quello che spiegano.

Il terrore che ho provato il primo giorno si è trasformato in entusiasmo per le esperienze che vivo ogni giorno a scuola.

SC

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