Un cuore a pezzi… ovvero la dissezione del cuore

IMG_2008Alla fine del mese di marzo le classi seconde della scuola La Traccia hanno partecipato a una lezione di scienze molto particolare, diversa dalle solite lezioni con libro e quaderno e, dobbiamo dire, molto bella.
Nell’aula di scienze ci aspettavano distribuiti in quattro vaschette alcuni cuori di maiale da dissezionare: molti ne sono stati impressionati, altri affascinati. Cuore, bisturi e camice: questi sono gli ingredienti di una lezione perfetta e indimenticabile.
Ci siamo divisi in gruppi, di circa sette persone, e ci siamo disposti nelle rispettive postazioni, ciascun gruppo con un proprio responsabile scelto dalla prof.
Tutti i cuori, purtroppo, erano già stati trattati dal macellaio e quindi, per motivi di legge erano privi degli atri e tutti i vasi sanguigni collegati al cuore.
Per prima cosa abbiamo osservato il cuore e lo abbiamo posizionato in modo da vedere la striscia di grasso sulla quale si trovavano le arterie coronarie.
Dopo questo procedimento, abbiamo inciso il ventricolo destro e abbiamo trovato la valvola atrioventricolare chiamata tricuspide formata da tre lembi valvolari collegati a sottilissime, ma robuste corde tendinee che sono collegate ai muscoli papillari.
Lo stesso procedimento lo abbiamo seguito per il ventricolo sinistro, ma la valvola atrioventricolare, al posto di essere chiamata tricuspide, viene nominata bicuspide, per il semplice motivo che i lembi valvolari sono due al posto di tre.
Le corde tendinee all’apparenza sembrano facili da rompere e non molto resistenti, ma in realtà  sono molto robuste: anche  esercitando un’intensa forza, le esigue corde non si sono spezzate; hanno questa caratteristica, perché devono permettere l’apertura e la chiusura delle valvole per tutta la vita di un uomo.
IMG_1917Poi abbiamo osservato che la parete del ventricolo sinistro era più spessa di quella del ventricolo destro, perché esso deve avere più forza per pompare il sangue ricco di ossigeno in tutto il corpo.
Questa esperienza ci è molto piaciuta perché è stata un’occasione per scoprire come è fatto il cuore e capire meglio tutte le sue funzioni.

 Ferra, Na e Rava

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