Ultimo gossip dell’anno alla Traccia…

FioccoRosa

Buon giorno a tutti.
Ciò che si è venuto a scoprire da qualche settimana è che la prof di tecnologia, Maddalena Pozzi, sta aspettando una bambina.
Essendomi interessato su questa faccenda ho posto qualche domanda alla stimata prof. Ho chiesto per prima cosa: «Come si chiamerà la bambina in questione?». La prof ha risposto in modo fantasioso: «I miei figli hanno proposto nomi imbarazzanti, ma non li approverò mai. Io ho qualche nome in mente, ma per ora non ve lo dirò. I miei figli hanno proposto però Zoe se è una femmina e Maverik se fosse stato un maschio». Passando alla domanda rispetto alla data dell’evento la prof ha risposto con precisione: «Il 10 ottobre di quest’anno.» Di conseguenza le ho domandato: «La gravidanza durerà più o meno di nove mesi?». Con dispiacere la Pozzi ha risposto: «Di più!». Avendo altri quattro figli. «Come l’hanno presa gli altri quattro figli maschi?». Da ciò si può intuire la loro sensazione: «Volevano un altro maschio» afferma la prof. Con cinque figli non si può scherzare però: «Sarà difficile tenere a bada cinque figli» mi sono intromesso. «Sì, di sicuro, ma io ho i miei metodi, simili a quelli usati con gli studenti» la prof ha promesso. Però preoccupandomi le ho chiesto qual era il suo stato di salute. La prof. ha detto che sta benissimo. Ma la cosa più interessante è cosa le ho chiesto: «Le mancheranno gli studenti?». Lei ha risposto: «Sì, moltissimo.». In tono sarcastico successivamente ho continuato: «Insegnerà ad usare le squadre a sua figlia?». Lei ha risposto: «Sì, al posto del ciuccio le darò le squadre! ». «E quale saranno le prime parole della neonata?» le ho domandato. «I LOVE TECNOLOGIA» ha detto la prof. Pozzi. «E… prof., dove partorirà la bambina? Quindi la manderà alla Traccia?». La risposta è stata: «Partorirò a Lecco e purtroppo, abitando lì, non posso mandarla alla Traccia.» Dunque le sensazioni della gravidanza sono varie perciò le ho chiesto: «E in ansia prof per la gravidanza?». Lei ha risposto tranquillamente di no. «E per ultimo… preferisce stare a scuola con noi o a casa a curare i bambini?» ho chiesto. La prof ha esclamato: «A scuola tutta la vita!».
Ecco ciò che possiamo sapere. Ringrazio la prof Pozzi per le risposte e la prof. Bonetti per avermi prestato il cellulare per registrare l’intervista.
Arrivederci!

Petrovski

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