L’intervallo e il mostro a otto teste

Mostro a otto testeAll’intervallo si possono fare molte cose divertenti: giocare a calcetto nell’atrio superiore, parlare con i professori e con i compagni nel corridoio e nello spazio preferito da tutta la scuola, ovvero il cortile dove c’è anche il cosiddetto campo da calcio. In questo territorio ricco di creature un tempo ce n’era una che prevaleva su tutte, il suo nome era 3^A: questa creatura possedeva otto teste con le quali sparava il suo raggio paralizzante e impediva alle squadre che volevano partecipare al torneo di calcio di farsi avanti. Le otto teste avevano nomi diversi: c’era Ribo, il portiere; Teo, Can e Pal, difensori centrali; Fore e Pippo, centrocampisti; Confa e Garga, attaccanti. Questa creatura mitologica scendeva compatta in cortile e occupava il campo di gioco, che riteneva una proprietà privata. Noi, invece, angeli di 3^B, la loro nemesi, ogni giorno lottavamo per ottenere l’usufrutto del campo, ma non sempre ci riuscivamo. Quando ottenevamo un leale confronto calcistico, era evidente che il problema di quei ragazzi era che non avevano uno schema ben preciso, quindi era facile aggirarli; ma il loro punto di forza era Garga, ottimo tiratore e perfetto capitano, e anche Fore, giovane promessa dell’Atalanta.
Un giorno sir Bonalume comprese il nostro desiderio di ribellione e sostenne la nostra causa: dopo un confronto con gli altri cavalieri della Tavola Rotonda intervenne al nostro fianco e insieme scrivemmo la parola fine contro la tirannia dell’antico mostro. Ora ciascuno può giocare a calcio libero e contento, senza il timore che l’intervento dell’ex tiranno gli tolga l’usufrutto del campo. E la 3^A che fa? Gode come tutti della libertà ottenuta…

Sandro

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